Quando ancora è più notte che giorno

domenica, 29 giugno 2014

 

Nel silenzio del mattino, quando ancora è più notte che giorno, il suono della sveglia dalla camera affianco irrompe nel mio sonno già solitamente leggero.
Sento muoversi.
Dopo alcuni minuti la luce del corridoio si insinua nello spazio tra lo stipite e la porta socchiusa.
Frugano nei cassetti.
Cercando, quasi quanto una mandria di bisonti, di far piano per non svegliarci.
Non sanno che al buio, dal mio letto, infilato sotto le coperte, ascolto e seguo i loro movimenti.
Immaginandomi esattamente l’espressione assonnata dei visi di entrambi.
I movimenti al rallentatore. Una ciabatta si e l’altra dispersa chissà dove sotto al letto.  
Dopo un lieve trambusto a completare la ricerca di calzettoni e quant’altro, sento scendere le scale, lasciando naturalmente, inesorabilmente, la luce del corridoio accesa.
Lo scroscio continuo, interminabile, per oltre venti minuti proveniente dalla doccia mi ricorda che sarà bene verifichi quanto prima, la quantità di gas ancora disponibile nel serbatoio.
Poi, improvviso, il silenzio.
Finalmente hanno finito di lavarsi.

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All Blacks? Las Mamas!

domenica, 22 giugno 2014

 

Se un sabato pomeriggio, vi dovesse mai capitare di trovarvi al cospetto di alcune signore, componenti di un coro polifonico esclusivamente al femminile, che passeggiando nei giardini antistanti la Basilica di Bonaria, nel loro abito da sera nero e una rosa di seta bianca sul petto, improvvisamente, scalze, previo il lancio via lontano, nell’erba, delle scarpe con tacco, se queste signore, coraggiosamente, fregandosene di tutto quel che le circonda, si mettessero ad eseguire disinvoltamente, la Haka, emulando quei giovani anch’essi vestiti di nero, che ad ogni inizio di partita replicano quell’antico rito maori, se ciò dovesse mai capitarvi, beh, è fortemente consigliabile evitare di trovarsele di fronte.
Non per altro ma avete idea di cosa potrebbe accadervi?
Correreste il rischio di innamorarvi senza riuscire a stabilire se di una e di quale o di tutte.

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Inizio da lunedì

domenica, 8 giugno 2014

 

Sarebbe dopodomani. Al termine di questo infinito fine settimana. Che tra una cena, il pranzo dalla suocera e un torneo Old, ti senti come aver mangiato e bevuto quanto un mese intero.
Sì, tra due giorni al massimo. Non oggi però. Da lunedì, si inizia. Adesso si sta in fila per un piatto di pasta al pesto e uno di patate al forno, con così tanto sale che quasi ti viene il dubbio che siano apposta così salate per aiutare a terminare la birra in frigo.
Anche se ad un certo punto, probabilmente per un errore di valutazione delle doti dei commensali, occorre che alcuni si precipitino ad acquistarne altra perché, pare, a metà sera sia già finita.
E tra una forchettata e un sorso ghiacciato, come sempre capita, anche questa è una di quelle buone occasioni per conoscere altri amici e ascoltare le loro storie. I loro racconti. Sì, di quelli che piacciono a me. Di vita e di rugby.

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Quando termina la stagione

domenica, 15 giugno 2014

 

L’ultimo giro di chiave e il cancello è chiuso.
L’improvviso rumore che proviene da oltre la recinzione, avverte che gli irrigatori si sono messi in funzione.
Le mani impegnate tra il borsone e la sacca dei palloni, mentre in qualche modo cerchi alla rinfusa nelle tasche, il telecomando dell’auto.
L’ultimo sguardo verso il campo, quasi per caso o forse no.
Nel buio cerchi di intravedere la lunga sagoma dei pali e ti vengono alla mente quei primi giorni di settembre, i primi allenamenti, le prime rincorse appresso a quei ragazzini scatenati, a tutte le volte che stavi per perdere la pazienza e a quelle che ti hanno  fatto sorridere.
Manca un attimo, il tempo che ti occorre per mettere in moto e andare via e anche questa stagione sarà terminata.

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No, non è domenica !

domenica, 1 giugno 2014

 

Quando si conclude il campionato, la domenica dopo, ti senti strano. Come se ti mancasse qualcosa. Quasi una parte di vita.
Riponi via malinconicamente, sottraendoli al cofano, ombrelli e scaccia acqua vari, che sin dalla prima giornata hanno accompagnato, urtando ad ogni curva da un lato all’altro, la custodia oramai semi rotta del triangolo.

E ti ritrovi lì, che hai appena finito di pranzare al ritmo solito, veloce che altrimenti arriviamo che è già iniziata e solo allora ti rendi conto, quando ti sei già seduto e la chiave è già inserita che con l’auto quel giorno non hai più dove andare.
È allora che senti come qualcosa che ti sale dallo stomaco, una specie di crisi d’astinenza e ti viene da considerare, come si fa per altre dipendenze, che forse sia meglio non interrompere tutto così, brutalmente.

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