Se vincessimo il mondiale di rugby

mercoledì, 9 settembre 2015

 

Ma se lo vincessimo per davvero il mondiale di rugby? Te lo immagini? Come quando vincemmo quello di calcio. Quello di Bearzot, Rossi e Tardelli. Quello di Pertini che al nostro terzo gol, si fece scappare: non ci prendono più! E di Martellini che al fischio finale, con appassionata enfasi urlò: Campioni del mondo, Campioni del mondo, Campioni del mondo!!!

Sarebbe una gran bella soddisfazione, eh? Tutta l’Italia scenderebbe per strada. Non soltanto il popolo ovale. Non soltanto quei pazzi innamorati di rugby. E ci sarebbero cortei di auto e cori. Gigantografie di Parisse e compagni, appese alle case. Ne parlerebbero tutti. Ovunque. Anche quello del bar sotto casa che ad ogni sconfitta della Nazionale, un pochino ti sfotte.

E la Gazzetta, finalmente, dedicherebbe, almeno in quella circostanza, non solo la prima, ma altre cinque o sei pagine. E quel giorno, si parlerebbe anche di touche e di maul. E non solo di corner e calci di rigore. Perché l’Azzurro è Azzurro. Ha il profumo del nostro Mediterraneo. Del nostro cielo. Il colore della Nostra Maglia. E ce ne ricordiamo, soprattutto, quando si vince un mondiale.

Ti rendi conto? Battere in finale McCaw e compagni, dopo aver assistito, impietriti, all’Haka? Dopo aver sofferto per ottanta minuti che sanno di ottanta camion sulla schiena. Dopo aver respinto gli assalti forsennati di chi, ad un minuto dalla fine, non riesce a credere a ciò che sta per accadere. E alla fine, stremati, sollevare quella coppa. Come quella sera di luglio. Quella dell’82.