All Blacks? Las Mamas!

domenica, 22 giugno 2014

 

Se un sabato pomeriggio, vi dovesse mai capitare di trovarvi al cospetto di alcune signore, componenti di un coro polifonico esclusivamente al femminile, che passeggiando nei giardini antistanti la Basilica di Bonaria, nel loro abito da sera nero e una rosa di seta bianca sul petto, improvvisamente, scalze, previo il lancio via lontano, nell’erba, delle scarpe con tacco, se queste signore, coraggiosamente, fregandosene di tutto quel che le circonda, si mettessero ad eseguire disinvoltamente, la Haka, emulando quei giovani anch’essi vestiti di nero, che ad ogni inizio di partita replicano quell’antico rito maori, se ciò dovesse mai capitarvi, beh, è fortemente consigliabile evitare di trovarsele di fronte.
Non per altro ma avete idea di cosa potrebbe accadervi?
Correreste il rischio di innamorarvi senza riuscire a stabilire se di una e di quale o di tutte.

Sarebbe un amore a prima vista, sbocciato dall’osservare, piacevolmente stupiti, chi per un attimo o poco più su quel lembo di prato, in quell’istintivo accenno di danza, si è ritrovata improvvisamente ragazzina.
E con un semplice gesto ha provato a ripercorrere gli anni al contrario in un battibaleno.
Dimenticando per un momento, tutto quanto accaduto prima.
Le cose belle e quelle meno.
Le vicissitudini qualunque esse siano, comunque, di una vita divenuta adulta troppo in fretta. Di una vita che non lascia  mai abbastanza tempo. Soprattutto se a cercare di viverla è una donna.
Ritornando a quegli anni volati veloci tra le corse in bus e la scuola, tra un amore tra i banchi serbato da allora nel cuore e le illusioni e i sogni legati alla melodia di una vecchia canzone.
Così, per quei pochi minuti, non solo mamme, non solo mogli, non le solite, monotone fasi di giornate spesso uguali, simili, sempre appresso a questo e a quello mentre già si sta provvedendo a quello e a quell’altro, tenendo a mente di non scordare quell’altro ancora ma signore sbarazzine, cinquantenni giovanissime, mature danzatrici affascinanti, manifestazione appassionata di gioia e di libertà, dall’accompagnamento musicale del solo movimento di mani e corpo, di lingua e occhi, di voce e animo.
Finalmente! Come gli All Blacks, anzi di più!