La storia siamo Voi

domenica, 27 aprile 2014

 

Che avete iniziato. Quando tutto era poco, quasi nulla. Quando la palla, a volte, era quella da calcio ma sgonfia, che sembrava ovale.
E le maglie, arrivate per mare, nel giorno della prima partita, di cotone forte, da farne in seguito, con le maniche, calze per i figli.

Che il campo era color senape di terra e sassi. E ad ogni placcaggio, si colorava di rosso porpora. Così duro per chi cadeva, da ricordarselo per sempre. Quando l’erba stava solo nei prati, in periferia, in cui atterravano i paracadute colorati, dove nel frattempo, crescevano interi quartieri.

 

Quando le regole già esistevano ma erano pochi a conoscerle. E l’importante era agguantare la palla, testa bassa e come diceva un caro amico, pedalare. Verso quella lontana linea di calce, confusa col fondo e il fango. Quella che già a quei tempi, era chiamata meta.

Che questo nostro mondo, questa nostra storia, l’avete creata. Passo per passo, mattone su mattone. Un’ora dopo l’altra, partita su partita. Senza badare granchè alle vittorie e tantomeno alle sconfitte. Ricominciando ogni qualvolta sembrava che finisse. Caparbiamente, ogni volta.

La storia. La nostra, siamo Voi. Delle prime foto in posa, solo in bianco e nero. Dei ricordi e dei ritagli di giornale, degli episodi memorabili, così incredibili da sembrare inventati. Di suggestive sensazioni tramandate dai padri ai figli, nei racconti di vecchi giocatori emozionati.

Ogni prima volta che al campo, un bimbo, afferra la palla e comincia la sua corsa, questa nostra storia, prosegue. Quel sorriso, stavolta a colori, mostrato un domani, chissà, forse ai suoi nipoti, come a voler dire, ecco vedi, questo è tuo nonno, quel primo giorno, quando iniziò a giocare a rugby.