Compagno di mille avventure

domenica, 23 marzo 2014

 

Qualche giorno fa mi è capitata, quasi per caso, sotto gli occhi, una foto.
Due giocatori che si abbracciano a fine partita e sorridono entrambi, verso l’obbiettivo.
Quella foto aveva un titolo: compagno di mille avventure.

Queste due  persone, io le conosco.
E ho pensato: sì, è vero. È proprio vero. Chissà quante volte, questi due, si saranno trovati fianco a fianco, in campo.
Quante partite. Quante trasferte. E quanti ricordi avranno in comune.
Le vittorie. E la gioia. Le sconfitte. E l’amarezza.  

Sì. È proprio vero. L’uno per l’altro. Compagno di mille avventure.
Osservando l’immagine, mi è venuto da considerare anche da quanto tempo, questi due si conoscono.
E da quanto, li conosco io.
Gli anni, nel mentre, quelli più giovani, sono volati via.

E quell’abbraccio sa di affetto vero.
Di un’amicizia per sempre.
Di chi ha diviso con l’altro, i momenti più importanti.
Dalla panca alla maglia. Dall’euforia di una stagione indimenticabile, alla preoccupazione di un infortunio.

Di quelle amicizie forgiate dopo il primo istante.
Il primo di così tanti che, a contarli, quelli dopo, saranno non meno di un miliardo.
Vissuti tra mischie e spinte. Tra rimesse laterali e calci dai ventidue.
Tra mille battaglie vissute e altrettante ancora da condividere.

Ed è bastato uno scatto. Uno sguardo. Un sorriso.
Una frazione di secondo. Per fissare quell’istante, così significativo, su una semplice foto.
Ed è bastato osservarli per un breve attimo, quei due volti.
E percepire  come sia facile e quanto basti poco per condividere un po’ di felicità.