Il significato delle parole

domenica, 9 giugno 2013

 

La parola “campo”, non vuol significare soltanto una porzione di terreno dove giocare ma anche la prima voce singolare, modo indicativo, tempo presente del verbo campare, se poi sei di quelli che al campo ci passi praticamente buona parte delle giornate della tua esistenza, allora potranno, un domani, sicuramente ricordarti come quel tizio che al campo durante  tutta la sua vita, campò con entusiasmo e appassionata dedizione.

La parola “squadra”, oltre che utilizzato per indicare l’indispensabile strumento che occorre per il disegno tecnico è il termine impiegato per raffigurare un gruppo di persone che oltre che compagni di gioco divengono solitamente un magnifico gruppo di amici, se poi come squadra è di quelle che sanno disegnare egregiamente un buon gioco sul campo, allora potranno, un domani, ricordare quell’insieme di atleti come una gran bella compagine di artisti.  

 

La parola “tempo” sta per il susseguirsi misurabile e senza limiti di istanti, la successione in cui collochiamo ogni cosa, sa di epoche, al tempo di, di circostanze al momento giusto, di quando non se ne ha e di quando se ne ha da perdere, di passatempi ad  impegnare quello libero, di previsioni meteorologiche per scoprire come sarà, sta anche, però, come frazioni che dividono una partita in spazi uguali, in due porzioni da quaranta minuti ciascuna che iniziano con il primo e finiscono all’ottantesimo, quando l’arbitro lo da per scaduto e ormai non ce n’è a sufficienza, se poi ti trattieni oltre e di solito a quel punto non bisogna mai tirarsi indietro, allora il tempo si trova, per quella terza frazione che poi è quella che inizia sempre alla fine e non si sa mai quanto dura.

La parola “rugby”, oltre a specificare l’omonima cittadina anglosassone, è normalmente utilizzato per identificare lo sport che per molti pare sia il più bello del mondo, dove trenta uomini si contendono una palla, sembrerà strano non rotonda ma ovale, senza mai darsi per vinti, sino al fischio finale dell’arbitro, se poi giocano divinamente, saranno verosimilmente ricordati come gli uomini che hanno provato, mettendocela tutta, a ricalcare le orme di chi quello sport, tanto tempo fa, l’ha concepito.

La parola “meta”, infine, sta per obbiettivo, punto d’arrivo, traguardo, lo scopo di una vita, quella quantità la cui somma determina il risultato finale, la differenza tra i contendenti , tra chi vince e chi no, tra chi ci ha creduto di più e chi meno, tra chi è stato bravo e chi si è lasciato sfuggire per un soffio un‘occasione, ma è anche il punto dove la palla preme sull’erba, depositata a terra, oltre la linea bianca,  il gesto che vale cinque punti più i due dell’eventuale successiva trasformazione, se poi la meta è proprio quella, la straordinaria meta perfetta, quell’atto sarà ricordato come l’esempio da prendere a modello, la corsa da ripercorrere, l’azione senza eguali, complicata,  inarrivabile, difficilissima da replicare.