Strade

domenica, 20 aprile 2014

 

Poteva scegliere la più facile. Tra le due, la più semplice. Sarebbe bastato un attimo.
Senza pensare alle conseguenze. Quel tanto da riempire di soldi le tasche e la testa di nuvole.
Così, come già era capitato ad alcuni amici che conosceva da sempre, e che da sempre vivevano nello stesso quartiere.
Quello dei casermoni tutti uguali, nel quale, lui, era nato.
 
Scelse la  più dura. In apparenza, la più complicata. Quella dai soldi nelle tasche che quasi non bastano e la testa in tanti progetti.
Fece suoi, i consigli di quel vecchio allenatore, tra il vapore e il sudore dello spogliatoio, a fine allenamento.
Tenne bene a mente i suggerimenti di quell’uomo, piuttosto che lasciarsi stregare dalle sere e le notti intere, passate a bruciarsi l’esistenza, sulle panchine di quello che anziché un parco era diventato un deserto.


 
Divise le serate tra il campo e la scuola serale.
E quando lo presero in officina a lavorare, quasi non si accorse quanto i giorni corressero svelti e le domeniche volassero via, tra la partita, i compagni e le ragazze.
Sino ad innamorarsi di quella giusta. Quella per cui valeva, creare una famiglia.
E sempre, come sempre, ancora, ogni sera, il campo, i ragazzini.
E lui, adesso allenatore, sa, quando è il momento di dare una mano a quei ragazzi.
Sa bene quando occorre.

Ne scelse una, tra le due. Per una vita normale, di uomo qualunque. E quando torna da quelle parti, nel quartiere dai casermoni scoloriti dal tempo, a volte, gli capita, di riconoscere in uno sguardo, quello di qualche amico di allora.
Di quelli che sono rimasti lì e che sembra quasi, con gli occhi, vogliano dirgli qualcosa.
Così ripensa a quel vecchio allenatore che mentre lui cresceva, se n’è andato ad allenare una buona squadra, lassù. Ai suoi consigli.
E a quella strada che poteva illuderlo e fregargli la vita.