Quella storia

martedì, 17 settembre 2013

 

Me l’ha raccontata quella storia. Di come il rugby gli ha salvato la vita. Ragazzo di strada. Come i suoi amici. Quelli con i quali decidevano come passare le giornate.
Me l’ha raccontata quella storia. Tra uno scodellino e l’altro di Gutturnio, dopo un buon piatto di tortelli piacentini con burro e salvia, mentre gli altri ridevano e chiacchieravano ad alta voce.
Me l’ha raccontata quella storia. Quasi sottovoce. Come se dopo tutti quegli anni ancora avvertisse la paura di aver lambito un terribile errore. Come se tutto fosse accaduto solo ieri. Poche ore fa.
Me l’ha raccontata quella storia. Di una rapina. La prima in città, a mano armata. E l’ultima, per quei ragazzi. Quegli amici con la stessa sua faccia ragazza. E gli stessi anni.

Me l’ha raccontata quella storia. Di come quel giorno scelse tra una borsa vuota da riempire d’oro e quella busta con gli scarpini dentro, che al campo svolazzò,via, vuota.
Me l’ha raccontata quella storia. Di come quella sera l’allenamento fu particolarmente strano. Mentre già arrivavano al campo le prime voci. Che li avevano fregati con le mani nel sacco.
Me l’ha raccontata quella storia. Con quei suoi occhi. Che ancora pungono nello sguardo. Che parevano narrare anch’essi. Tra i capelli grigi e la nostalgia delle vecchie foto appese alle pareti.
Me l’ha raccontata quella storia. Chissà quante volte l’ha già fatto. Perché saranno cinquanta, forse, gli anni trascorsi. E tuttoggi è convinto di aver fatto, quel giorno, la scelta giusta.
Me l’ha raccontata quella storia. Di quando il rugby gli ha salvato la vita. Di quando gli amici l’han cercato. E lui non c’era.