Strade

domenica, 20 aprile 2014

 

Poteva scegliere la più facile. Tra le due, la più semplice. Sarebbe bastato un attimo.
Senza pensare alle conseguenze. Quel tanto da riempire di soldi le tasche e la testa di nuvole.
Così, come già era capitato ad alcuni amici che conosceva da sempre, e che da sempre vivevano nello stesso quartiere.
Quello dei casermoni tutti uguali, nel quale, lui, era nato.
 
Scelse la  più dura. In apparenza, la più complicata. Quella dai soldi nelle tasche che quasi non bastano e la testa in tanti progetti.
Fece suoi, i consigli di quel vecchio allenatore, tra il vapore e il sudore dello spogliatoio, a fine allenamento.
Tenne bene a mente i suggerimenti di quell’uomo, piuttosto che lasciarsi stregare dalle sere e le notti intere, passate a bruciarsi l’esistenza, sulle panchine di quello che anziché un parco era diventato un deserto.

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In viaggio

domenica, 8 dicembre 2013

 

In viaggio. Verso storie. Dentro esse. A derubarne la trama. Per poi raccontarle. Storie ovali. Ma non sempre solo. Non esclusivamente. Spesso mischiate. Tra vite quasi aggiustate. Alla buona. Con la colla, con i chiodi. All’ultimo istante. Col nastro adesivo. Quello che poi chiamiamo destino. E il cielo bucato da spilli che sembrano stelle.

Partenze. Arrivi. E la borsa pesante. Più di quando sei andato. Così come la mente.  E come il cuore. Anche le facce. Il suono delle voci. Hai portato via con te. Chiedendole in prestito. Di quelle storie. Che da artigiano, dovrai impastare. Tra quanto di vero. E la fantasia. Tra il sogno di ragazzi. E le conseguenze reali. E il silenzio nel buio del volo d’aereo.

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Quella storia

martedì, 17 settembre 2013

 

Me l’ha raccontata quella storia. Di come il rugby gli ha salvato la vita. Ragazzo di strada. Come i suoi amici. Quelli con i quali decidevano come passare le giornate.
Me l’ha raccontata quella storia. Tra uno scodellino e l’altro di Gutturnio, dopo un buon piatto di tortelli piacentini con burro e salvia, mentre gli altri ridevano e chiacchieravano ad alta voce.
Me l’ha raccontata quella storia. Quasi sottovoce. Come se dopo tutti quegli anni ancora avvertisse la paura di aver lambito un terribile errore. Come se tutto fosse accaduto solo ieri. Poche ore fa.
Me l’ha raccontata quella storia. Di una rapina. La prima in città, a mano armata. E l’ultima, per quei ragazzi. Quegli amici con la stessa sua faccia ragazza. E gli stessi anni.

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Tanto si sa che nel rugby è così

domenica, 6 ottobre 2013

 

Sei di sera del giorno prima, in via del Cardellino, a Borgo Rivo, al campo si lavora ancora. Si sta ultimando di piazzare i pali. Quelle braccia tubolari, lunghe,  protese verso l’alto. Che sembra vogliano acchiappare le nubi a liberare questo cielo nuvoloso. E lassù, ad un metro dalla cima, il consueto colore bianco si tramuta in rossoverde. Pali che da sette anni, ad ogni stagione, hanno dovuto cambiare casa. Spostandosi da un campo all’altro. Adattandosi. Senza meravigliarsi. Tanto si sa che nel rugby è così.

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Noceto … il rugby … gli amici …

domenica, 2 giugno 2013

 

Quando il campo era un prato e due garage in lamiera gli spogliatoi e chi veniva a giocare si cambiava al buio, senza luce, senza doccia, praticamente senza niente.
Quando la lampadina degli spogliatoi era alimentata, si fa per dire,  con il motore a scoppio di un vecchia motosega che a forza di tirare la cordicella dopo innumerevoli, estenuanti,  tentativi, finalmente, sbuffando, metteva in moto una vecchia dinamo.
Quando i giocatori venivano ceduti e scambiati a volte con forme di formaggio o altre con una muta di maglie.

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