La musica di Sam

domenica, 14 settembre 2014

 

Non è un’armonica, non solo. E non è solo musica. Ma tutto quello che non viene semplice dire con le parole. Sono tutti gli anni che nel mentre abbiamo visto svanire. Non solo note. Ma parole sussurrate. A comporre frasi di un discorso. Come quelli di quando, ragazzi, ci illudevamo di poterlo fare nostro questo mondo.

Musica, musica, musica, musica e il tempo pare essersi fermato. Gli stessi volti di amici da sempre, oggi, maturi. E gli occhiali, i capelli radi, sbiancati, per chi ancora ce li ha e quell’amore comune. Di quel rugby di allora, di quei campi di terra dura e pietre. Di quelle corse a chi l’afferrava per primo quello strano pallone. E al centro, due di noi che oggi, si sposano.

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I sogni dei figli

domenica, 31 agosto 2014

 

Sono uscito fuori in giardino ad innaffiare. E ripensavo a quanto ci eravamo detti poco prima. Ai desideri che spesso rimangono solo sogni. E a quanti invece sono divenuti realtà. A quante volte ho sbattuto contro un muro e quante invece l’ho schivato, aggirandolo.
Sai, come quando riesci ad evitare l’avversario che ti sta venendo incontro, preparandosi all’urto, e invece lo lasci lì, per un soffio, a placcare il vuoto.
Quel soffio, quel gesto improvviso, quelle decisioni, che in qualche modo hanno dato forma a questa mia partita, regolandone l’andamento, imponendole il ritmo, senza il quale tutto sarebbe stato molto più banale.

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Suocere, navi da crociera e rugby

domenica, 25 maggio 2014

 

Lo dico da sempre: se mai dovessi cambiare moglie, evento improbabile, ma se ciò dovesse mai accadere, l’importante è che la suocera, cascasse il mondo, comunque rimanga la stessa. Lo so, è inverosimile …  

Ma non capisco per quale motivo a causa di un litigio con la figlia, ci si debba per forza privare della persona che essendo tu l’unico genero, ti coccola quanto e più di un figlio, cucina sublimemente e ti fa sentire proprio come se fossi a casa tua.

Gli altri, li senti, che spesso si lamentano, che la suocera è meglio perderla che trovarla, che li controlla, li spia, fa loro i conti in tasca, che piomba in casa quando meno se lo aspettano e vizia inevitabilmente i nipoti.
Quelli che poi i vizi della nonna li assimilano al punto che se li trascinano per tutta la vita.

Mia suocera  oltre che di mia moglie è la mamma di tre fratelli, quei tre, sì, i rugbisti.
Quelli che se non fosse per loro, e questo l’ho già scritto da qualche parte, oggi non lo sarei neanche io rugbista, e tantomeno i miei figli.

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Ricordi

domenica, 17 agosto 2014

 

Ricordi? Ti accompagnavo e rimanevo lì ad osservarti cercando di capire quello strano gioco.

Ricordi? Quanto tempo è passato. Usavi quelle maglie vecchie in cui ci ballavi dentro.

Ricordi? All’inizio non l’avevo mica capito  che il terzo era il tempo in cui non si giocava.

Ricordi? Quando ti capitava di fare il capitano mi sentivo tutto inorgoglito dentro.

Ricordi? Vederti entrare in campo mi emozionava e mi agitava, un pò lo stesso effetto di quando, le prime volte, vedevo arrivare verso me, all’uscita di scuola, tua mamma.

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Un amico, pochi come lui

mercoledì, 14 maggio 2014

 

Ho un amico, un amico caro, a cui, però, il rugby non piace. Cioè, diciamo che se non sapesse  di questa mia passione, probabilmente sarebbe quello sport al quale non avrebbe mai fatto caso più di tanto.

Ho un amico che politicamente se io sto da una parte, lui sta proprio dalla parte opposta. E quando capita di discuterne però poi, la prendiamo sempre a ridere. E ci sfottiamo serenamente.

Ho un amico che quando ancora seguivo il calcio, le nostre migliori cene insieme erano proprio quelle della sera dello scontro diretto, davanti alla tv a tifare uno per una e l’altro per l’altra, entrambi per due grandi squadre ma da sempre rivali.
E sono sempre belle le nostre cene insieme anche se con la tele spenta.

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