Ivan

martedì, 28 aprile 2009

 

Tre del mattino. Notte scura. Nel buio, del biancoverde della maglia, solo il bianco si nota appena. L’ultimo passaggio prima del fischio dell’arbitro. Il suono emesso dal fischietto taglia il silenzio, un ragazzino dai capelli lunghi, ultimo di sei fratelli, gioca in casacca rossa. Corre sull’erba così come tra qualche anno, con la maglia azzurra, correrà verso i pali. Placca, si rialza, corre e placca ancora. Canta l'inno e spesso piange mentre canta. E pianse a Grenoble, quel giorno, lui, ragazzo semplice, cinque minuti,galoppata e una meta alla Francia,poi il dolore alla gamba e le lacrime.

Leggi tutto...