La musica di Sam

domenica, 14 settembre 2014

 

Non è un’armonica, non solo. E non è solo musica. Ma tutto quello che non viene semplice dire con le parole. Sono tutti gli anni che nel mentre abbiamo visto svanire. Non solo note. Ma parole sussurrate. A comporre frasi di un discorso. Come quelli di quando, ragazzi, ci illudevamo di poterlo fare nostro questo mondo.

Musica, musica, musica, musica e il tempo pare essersi fermato. Gli stessi volti di amici da sempre, oggi, maturi. E gli occhiali, i capelli radi, sbiancati, per chi ancora ce li ha e quell’amore comune. Di quel rugby di allora, di quei campi di terra dura e pietre. Di quelle corse a chi l’afferrava per primo quello strano pallone. E al centro, due di noi che oggi, si sposano.

Non è musica, non solo. È un urlo. Sincero. Di emozione forte. Che proviene dal profondo dell’anima. È tutto quello che avremmo voluto dirci. E oggi, non ne abbiamo più il coraggio. Forse perché non tutto è come l’avremmo voluto. E con il tempo abbiamo compreso che bisogna sapersi accontentare.

Musica, musica, musica, musica che vorremmo non finisse più. Che proseguisse senza interrompere questo momento. In cui ci ritroviamo noi. In questo tempo senza minuti, ore, giorni. Come se fossimo ancora quei ragazzini. E l’ultima nota fosse sempre la prima. Come se l’inizio somigliasse sempre meno alla fine.

Quando Sam ha finito, sparisce fuori. Lo cerco, tra tutti. Sento di doverlo abbracciare. Forse perché la sua non è solo musica. Forse perché voleva dire le stesse cose che volevo dire io ma non ho trovato le stesse sue parole. Forse, perché se c’è, Dio oggi è un metalmeccanico.