I sogni dei figli

domenica, 31 agosto 2014

 

Sono uscito fuori in giardino ad innaffiare. E ripensavo a quanto ci eravamo detti poco prima. Ai desideri che spesso rimangono solo sogni. E a quanti invece sono divenuti realtà. A quante volte ho sbattuto contro un muro e quante invece l’ho schivato, aggirandolo.
Sai, come quando riesci ad evitare l’avversario che ti sta venendo incontro, preparandosi all’urto, e invece lo lasci lì, per un soffio, a placcare il vuoto.
Quel soffio, quel gesto improvviso, quelle decisioni, che in qualche modo hanno dato forma a questa mia partita, regolandone l’andamento, imponendole il ritmo, senza il quale tutto sarebbe stato molto più banale.

E probabilmente, oggi, sarei un cinquantenne, lavoro, famiglia, passeggiata dopo cena con la moglie dai parenti e poi a nanna e l’indomani, stessa storia, tutti i giorni, per tutta la vita, in attesa di una pensione che ad ogni mese la spostano di due e l’unico obbiettivo sarebbe quello di vedere sistemati i figli. E questo, sinceramente, sta anche tra i miei.  
E se almeno alcuni dei miei sogni non si fossero avverati, non mi sentirei veramente io.
Per questo sono consapevole. Perché, come voi, ho provato anch’io a farne tanti. Anche se speravo di esaudirne qualcuno in più.  E chissà se, farò a tempo. Che poi, francamente, sino ad oggi, non è andata poi, così male.
E un po’, mi riconosco nei vostri. E mi piacerebbe quasi, sognarli, con voi.
Perché la nostra vita è quella che è. Ed è necessario ad un certo punto provare a viverla. Con le forze che abbiamo. Per quanto siamo in grado di dare. Per quello che possiamo. Anche perché, oggi come oggi, noi, cosa abbiamo da offrirvi?
Tentare un sogno, è come se un risultato scontato, venisse sovvertito da un’azione improvvisa, una giocata inaspettata. Quella a cui non avevi mai pensato prima o non avresti avuto mai il coraggio di provare. Che lascia di stucco l’avversario. E forse, un po’, sorprende anche te. Che ti porterà a giocare, una partita diversa.
Meno prevedibile rispetto a quella che già giochi.
Quelli dei figli, a volte, sono i sogni che compensano quelli mancati dei padri. Le occasioni sfuggite, quel coraggio che non hai avuto, quei soldi che non bastavano.
Per un treno, un’idea, una vita.

Chiudo il rubinetto, riavvolgo il tubo di gomma, mi soffermo per un attimo ad osservare ciò che mi circonda, e rientro in casa.