La mia donna

domenica, 27 ottobre 2013

 

La mia donna, è mia. Mi appartiene. È un organo vitale del mio corpo. E non posso farne a meno. Perché, senza, potrei non sopravvivere. La mia donna, è me stesso. I miei occhi e i miei pensieri. Il mio respiro e i miei palpiti. La mia donna, è dappertutto. In ogni mio gesto. Nelle frasi e nei discorsi. In qualsiasi cosa, io pensi. In qualunque parola, io scriva. È lei, che determina la mia vita. Che scandisce il ritmo delle mie giornate. E rende luminosa anche la giornata più buia.

La mia donna, è quella che per due volte mi ha reso padre. Quella che ancora dolente per la ferita al grembo, mi abbracciava forte, felice. È una sola. È lei. Non potrebbe essere, un’altra. È quella che mi aspetta, sempre. Che conosce i miei limiti. E sa nascondere agli altri i miei difetti. La mia donna, è quella che tutte le volte che ne ho avuto bisogno mi ha stretto forte a se, senza chiederglielo. Che mi ha spinto. Che mi ha dato quel coraggio che non sapevo di avere.

La mia donna, ha i capelli chiari e un bel sorriso. Lo stesso dei miei figli. Che sorridono sempre, come lei. Anche quando arrabbiata non ce la fa a trattenersi e gli viene forte da scoppiare a ridere. La mia donna, è il volo di migliaia di gabbiani. Che sorvola con me, questo presente, verso il nostro futuro. È le mie mani. Le mie gambe. La mia forza. La mia isola. Il mio cuore al centro di un mondo.

La mia donna, è mia. Da sempre. Per sempre.

a Roberta