Ricordi di una vittoria

giovedì, 18 marzo 2010

 

Quel giorno ad Asti ci abbracciammo al centro del campo mischiando ed infangando i nostri abiti con quelli della squadra.

Era finita.

Una partita incredibile, emozionante, che ci aveva fatto trepidare sino alla fine, sino a quando Lisandro, a tempo scaduto, calciando quella palla zuppa di fango tra i pali, stabiliva la nostra vittoria per soli tre punti in più. Proprio i punti di quell’ultima punizione.

La soddisfazione infinita di vincere lì, in casa loro, la rivincita, perché nella gara di andata, da noi, ci avevano fatti secchi.

Sapevamo che avremmo trovato di fronte la compagine più forte del campionato, eppure il silenzio nel bus dall’albergo al campo, la determinazione che trapelava dai volti e dagli sguardi profumava dei momenti più intensi e importanti.

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Cronaca della presentazione di un libro

venerdì, 14 maggio 2010

 

Ho visto nei loro occhi brillare una luce, come una scintilla, uguale a quella che l’improvviso sfregare dell’acciaio dei tacchetti, provocava a contatto del terreno e i sassi del campo di Pauliara.
Ho visto attraverso i loro occhi quelle prime partite, i loro volti sudati, le maglie di cotone gialle e rosse mischiarsi tra esse e quelle degli avversari.
Bastava pigiare un pulsante e scoprirne l’immediato riscontro sonoro, attendendo paziente che venissero a vedere chi c’era alla porta.
Bastava presentarsi, così, quasi da perfetto sconosciuto e rubare la loro improvvisa meravigliata emozione.
Bisognava provarci.

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Fratelli di rugby

martedì, 23 novembre 2010

 

Capita che una domenica pomeriggio di metà novembre ci si trovi appena dopo pranzo al campo di Monserrato, quello per intenderci dietro la caserma dei vigili del fuoco di viale Marconi.

Manca poco all’inizio della partita e dalla quantità delle auto parcheggiate un po’ alla rinfusa, si capisce che quella di oggi è così come è stata definita, la partita di rugby più importante dell’isola, almeno per oggi.

Già, la sosta dei campionati maggiori dovuta agli impegni di novembre della nazionale, consente ad una partita di serie C di diventare il match del giorno.

Tra gli spettatori già seduti sugli spalti, tra quelli che stanno ancora arrivando, tra i dirigenti, i giocatori dell’una e dell’altra squadra, ci sono amici da sempre che hanno giocato tante partite, a volte insieme e a volte contro, che hanno spesso condiviso successi e sconfitte, che nell’intervallo e a fine gara hanno bevuto l’acqua dalla stessa bottiglia.

E, visti i ristretti confini della nostra isola, potremmo anche pensare che molti tra questi oltre che amici e compagni siano alla fine anche parenti.

Tranne due.

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La partita

giovedì, 4 novembre 2010

 

Le labbra si poggiano al fischietto e l’aria premuta forte al suo interno, emette un suono che somiglia al fischio che tante e tante volte hai sentito.

E’ il fischio d’inizio.

L’arbitro nella sua maglia gialla, pronto allo scatto, fissa l’apertura aspettando il calcio alla palla.

Vola.

Rotea su se stessa , si arrampica in aria e negli sguardi di quelli in campo, in panchina e sugli spalti, rimbalza per un attimo a terra e rotola fuori, oltre la linea bianca laterale.

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Drop per la vittoria

martedì, 14 dicembre 2010

 

Drop ! Drop! Drooop!!!

Urliamo tutti insieme, mescolate alle nostre voci sento forte quella di Nick che sta qualche fila più sopra.

Julien finalmente calcia!

Zitti, improvvisamente tutti ad osservare, senza fiatare, il volo dell’ovale.

Nel silenzio si dispiegano le ali, quelle di aironi abituati a soffrire nell’estremo tentativo di riscatto, in un gelido sabato pomeriggio di dicembre.

Due minuti alla fine e sarebbe un sogno.

Un punto di partenza.

Questo viaggio di un istante della palla, pare lungo quanto tutta una stagione.

Sino a che le bandierine, improvvise, gialle, repentinamente si sollevano entrambe.

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