Un’altra possibilità

domenica, 6 luglio 2014

 

Due possibilità. Così gli urlò quella sera. Prendere la borsa e tornarsene a casa. Oppure provare ancora. Erano rimasti soli al campo. Lui, alle sue spalle, a circa dieci metri. Mentre gli urlava forte, si ritrovò lì, la palla tra le mani e una decisione da prendere.

Due possibilità. Scelse la seconda. Anche se l’altra, la prima, sarebbe stata quella più semplice. Individuò il punto a terra in cui posare la palla. E chinandosi verso il campo, ne sentì l’odore umido d’erba. Non si girò verso quell’altro che finalmente in silenzio, sentiva, lo stava osservando.

Due possibilità. Che adesso non erano più quelle di andare o rimanere ma se la palla sarebbe passata dentro o al di fuori. Ancora chino, si chiese perché, sollevando lo sguardo verso i pali, dopo una prima decisione, ne sussegue sempre un ‘altra. È  già difficile normalmente prenderne una, pensò.


Due possibilità. Un calcio deciso, teso, pulito, oppure uno ad effetto, traiettoria più complessa ma che gli veniva meglio. Stando attento a non prendere con lo scarpino anche zolle di terra e rischiare di calciarla alle stelle. Occhi luminosi che osservavano dall’alto. Mentre quegli altri sapeva che erano lì, a dieci metri, che scrutavano.   

Due possibilità. Sarebbe capitato spesso. Di averne almeno due. Che a volte è già una fortuna. Perché ad una prima non sempre hai un’alternativa. Non sempre ti è concessa. E se di possibilità ne hai solo una vuole dire che non hai scelta. Non puoi decidere niente.

Due possibilità. Seguire il vento o tirare con potenza. Istinto o ragione. Quelli stanno lì. In attesa. Quasi a sfidarti. Bianchi che spiccano sul buio alle spalle. Alcuni passi all’indietro, senza voltarti, rispetto al punto in cui, anch’essa in attesa, la palla sta, sospesa dall’erba, su un conetto.  

Due possibilità. Dentro, fuori. Sopra, sotto. Bianco, nero. Vola. La palla vola. Passa in mezzo. Proprio al centro. Lui, già applaude prim’ancora che l’ovale superi la linea dei pali. Ti giri. Lo cerchi. Non c’è. Non c’è nessuno. Forse non c’è mai stato. Forse  avresti voluto che ci fosse. Che qualcuno fosse lì a concederti una possibilità in più.